giovedì 19 ottobre 2017

La differenza tra un cacciatore bianco e un cacciatore indiano





"Un tempo noi eravamo felici nella nostra terra e solo raramente eravamo affamati.

Creature a 2 e 4 gambe vivevano insieme in pace come fratelli, e tutti avevano più del necessario. Ma poi vennero i Wasichu, gli uomini bianchi e fecero delle piccole isole nella terra per noi (riserve) ed altre piccole isole per le creature a 4 zampe, e queste isole divennero sempre più piccole...

Io posso ancora ricordare quei tempi, quando c'erano così tanti bisonti , che noi non potevamo contarli. Ma vennero sempre più uomini bianchi e li uccisero, fino a che giacevano là, dove le mandrie di bisonti avevano pascolato, ormai solo mucchi di ossa sbiancate.

I bianchi non uccidevano per sostentamento, ma per l'oro, che li rende pazzi. Essi prendevano solo le pelli, per venderle.
Talvolta non prendevano neppure queste: 




Ammazzavano per il piacere di uccidere.



Quando noi andavamo alla caccia del bisonte, abbattevamo solo quel tanto che ci serviva per vivere.



Alce Nero - Stregone indiano.







IL CACCIATORE INDIANO SI RIVOLGE AL CERVO ABBATTUTO (preghiera):


Mi dispiace di averti dovuto uccidere, piccolo fratello.

Risultati immagini per indiano pregaMa io ho bisogno della tua carne, perché i miei figli soffrono la fame. Perdonami piccolo fratello.

Io voglio onorare il tuo coraggio, la tua forza e la tua bellezza - guarda!

Io appendo le tue corna a questo albero, ogni volta che vi passerò davanti, penserò a te e renderò onore al tuo spirito.

Mi dispiace di averti ucciso, perdonami piccolo fratello.
Guarda, in tua memoria io fumo la pipa, io brucio questo tabacco.



Jimalee Burton






Trovi qualche differenza con l'andare a caccia dell'uomo bianco?





Risultati immagini per CERVO ZOPPO
"Gli animali che il Grande Spirito ha posto in questa terra, devono andarsene. Solo gli animali domestici, gli animali addomesticati dall'uomo, sono autorizzati a vivere, per lo meno fino a che non li si conduce al macello.

Questa tremenda superbia dell'uomo bianco, che si arroga di essere più di Dio, più della natura!

Il bianco dice; "Io lascio vivere questo animale, perché mi frutta denaro" ed egli dice: "Quell'animale deve morire, non posso trarne alcun guadagno, il posto che occupa posso utilizzarlo meglio. Solo un cojote morto è un buon cojote."


Cervo Zoppo



Infine alcune immagini della "caccia" dell'uomo bianco, una caccia che nulla ha a che fare con la sopravvivenza, ma che al contrario di quella indiana è impregnata d'odio, di violenza ingiustificata e di pura esibizione dei trofei:


Nella prima foto possiamo osservare un massiccio sterminio di bisonti da parte dei nostri antenati bianchi, quelli che vedete sono tutti teschi...

Agendo in questo modo barbaro, arrogante e perfido,  nostri antenati bianchi non solo si divertivano ad uccidere animali indifesi come passatempo, ma facevano in modo che i tanto odiati indiani non potessero più sopravvivere, in quanto i bisonti per gli indiani significavano cibo, abiti, utensili e pelli per costruire le loro tende.

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Qui un ricco uomo bianco espone fiero le sue vittime innocenti.


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Qui una donna bianca, che in quanto donna, dovrebbe rappresentare la mente sensibile e amorevole, dimostra invece mancanza di sensibilità ed anch'essa va fiera della sua impresa tutt'altro che eroica.


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Una bestia ha ucciso un'altra bestia...

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Lo scopo del cacciatore bianco non è uccidere per sopravvivere, ma uccidere per divertirsi e quanti più animali egli abbatte, tanto più egli si sente fiero di sé.

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Se il nostro "eroe" non avesse avuto in mano un fucile sarebbe finita diversamente.


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Il culto della violenza e della fredda crudeltà viene passano in eredità fin dalla più tenera età, affinché i bambini trovino normale tutto questo.


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Possiamo riassumere tutto questo con ASSENZA DI AMORE.




Assenza di Amore che, ci sta portando inevitabilmente verso la catastrofe, tutto ciò che accade oggi è conseguenza delle nostre azione, tutte le brutte notizie che sentiamo oggi sugli omicidi, sui suicidi, sulle violenze, sulle ingiustizie sono le cause del frutto avvelenato che ci è stato tramandato dalla nostra falsa civiltà.

Violenza genera violenza, e quando le nostre azioni sono malvagie noi stessi siamo destinati a perire a causa della nostra malvagità.
Il mondo oscuro d'oggi ne è l'esempio...

Stiamo semplicemente raccogliendo i frutti che abbiamo seminato.

domenica 15 ottobre 2017

INCENDI IN CALIFORNIA: Automobili fuse e alberi verdi, sospetti su armi laser e microonde.

L'immagine può contenere: cielo, auto e spazio all'aperto


Tutti abbiamo visto in tv i terribili incendi che hanno colpito la California distruggendo case e vite, ma finito il disastro qualcuno ha fatto notare qualcosa di inquietante.

Le foto degli incendi mostrano l'alluminio fuso che corre lungo il marciapiede, mentre gli alberi di Pino "altamente infiammabili" hanno ancora foglie verdi !

Il legno non brucia e si consuma forse prima che un metallo si fonda?

Nella foto in alto in copertina un'auto è praticamente fusa in mezzo alla strada, ma a pochi metri di distanza troviamo dei vigneti perfettamente verdi, che, solo per il calore generato nelle vicinanze avrebbero dovuto bruciare o come minimo appassire...


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Alcuni ipotizzano che questi terribili incendi siano stati provocati e che, non si tratti sono di fuoco normale, ma di armi militari ad energia diretta, le uniche che sono attualmente in grado di fondere un metallo lasciando intatto il legno a pochi metri di distanza.

Come? Con le microonde.
Lo scienziato "non ufficiale" Pier Luigi Ighina, italiano, famoso per la sua valvola antisismica e la macchina della pioggia, prima di abbandonare questo mondo aveva anche messo a punto una macchina in grado di fondere i metalli a distanza, e stiamo parlando di più di 50 anni fa! Immaginate ora quale evoluzione può aver avuto tale tecnologia in ambito militare.



Comunque Ighina scriveva:

I metalli sono materie aventi atomi fermi, cioè atomi che non si muovono se non vengono eccitati continuamente. Infatti, sintonizzando gli atomi dei metalli ed aumentandone le vibrazioni, si distaccano fra di loro e producono, come si dice, la fusione del metallo.  


Nel fare una di queste prove, osservai che con l’apparecchio si poteva sintonizzare il metallo in esame anche a una certa distanza, ma solo in determinati casi

Il primo esperimento a distanza eseguito nel 1946 nel tratto fra la piazza maggiore d’imola e la torre del mio laboratorio in via Aldrovandi, fu la fusione di metalli a distanza.  

Per non arrecare danni a terzi, formai un metallo composto da rame, stagno e molibdeno. Eseguii l’esperimento in presenza del giornalista Giuliano Canotti, redattore di un quotidiano bolognese, dell’agente di campagna Andrea Folli e dei suoi familiari.  

La fusione del metallo da me collocato nella stessa torre del mio laboratorio , venne eseguita dalla terrazza della casa del predetto signor Folli, in via Emilia,51. L’esperimento riuscì senza alcun inconveniente, e la fusione risultò perfetta.  

Altro esperimento venne da me eseguito nei sotterranei della cantina del Castellaccio, in via Romeo Galli,4 alla presenza di alcuni operai, ottenendo i medesimi risultati.  

Considerazioni :  

Chiaramente il device per la fusione a distanza va collegato alla macchina generatrice dei monopoli e controllato tramite essa. 


Non si può essere molto contenti d’una simile invenzione, qualunque banca o cassetta blindata non sarebbe più tale!





Teoria complottista? Forse, ma in quanto ad armi ad energia diretta che fondono i metalli a distanza, la Rai ormai più di 10 anni fa aveva trasmesso un inquietante documentario che parlava appunto dell'utilizzo di armi segrete e futuriste da parte degli americani contro la popolazione ignara dell'Iraq, cannoni laser in grado di perforare carri armati in pochi secondi, cannoni a microonde che hanno letteralmente sciolto dei civili all'interno di un autobus però rimasto intatto e altro ancora.









Infine ancora foto dallo strano incendio della California:

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Delle case non ce più traccia, ma gli alberi misteriosamente hanno resistito all'incendio.


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Alberi ancora verdi !


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Nella rete spuntano anche video amatoriali che evidenziano le anomalie dell'incendio:






Infine un sito estero per approfondire la questione:


Per approfondire su Ighina e la fusione di metalli:


lunedì 2 ottobre 2017

Wilhelm Reich: "in ogni bambino represso, disciplinato, “educato” si ripete l’assassinio di Cristo."




L'ASSASSINO DI CRISTO e la PESTE EMOZIONALE dell'Umanità:



«Tutte le religioni – afferma Wilhelm Reich – si sono rivelate sempre strumenti di oppressione e di miseria». 

La rappresentazione della figura di Cristo non significa, quindi, un recupero della religione cattolica, ma semplicemente una reintegrazione della realtà di questi in una visione materialista e sensuale della vita. 

Cristo considerato dal punto di vista di Reich ci appare come un uomo giovane, forte, che non predica castità o ascetismo, ma che dispensa parole d’amore, non quello sancito e codificato dalle istituzioni, ma l’amore naturale, libero. 


Egli diventa, quindi, il simbolo, l’incarnazione esemplare della sensualità, l’espressione più completa del carattere genitale. Se queste caratteristiche ne spiegano, da un lato, la luminosità e il fascino che esercitava sulla folla, d’altro canto risultano ugualmente essere le cause determinanti del suo tragico destino. 


Immagine correlataRiprendendo le tesi già sviluppate nelle opere precedenti, "Psicologia di massa del fascismo", "La rivoluzione sessuale" e soprattutto in "Analisi del carattere", lo scienziato Wilhelm Reich dimostra fino a qual punto per l’uomo corazzato, afflitto da peste emozionale, ogni manifestazione di potenza orgastica sia talmente insopportabile da indurlo ad annientare la Vita in qualsiasi forma essa si manifesti. 

Ogni uomo è posto quindi di fronte alla piena responsabilità dell’assassinio del Cristo attraverso i secoli, dell’assassinio della Vita vivente. 

Per Reich, che dedica il suo libro “ai bambini del futuro”, in ogni bambino represso, disciplinato, “educato” si ripete l’assassinio di Cristo. 


La lezione dell’assassinio di Cristo è applicata alla scena sociale contemporanea: l’assassino di Cristo non è solo il leader, il capo o il rappresentante politico, ma soprattutto l’uomo della massa, al quale Reich riconosce la maggiore responsabilità politica.





Leggiamo qualche brano tratto dall'opera di Wilhelm Reich, L'assassinio di Cristo:



"È Pilato che impartisce l'ordine di crocifiggere Gesù, ma è il popolo che lo spinge a farlo. [...]

La favola dei grandi sacerdoti che aizzano il popolo contro Cristo è un'invenzione degli spacciatori di libertà. Come potrebbe una decina di sacerdoti aizzare le masse contro qualunque cosa se quel che può essere aizzato contro Cristo non esistesse già dentro l'anima del popolo?

Smettete di scusare il popolo e ciò che fa. 

Per la prima volta Cristo si rende conto dell'abisso che lo separa dai suoi concittadini e dalla sua epoca.


Accetta la cosa con calma. Non ne viene colpito. 
I suoi amici non sono mai stati amici veri. Gli sono stati amici finché hanno potuto ottenere qualcosa da lui: eccitazione, conforto, pace, piacere e ispirazione. 

Adesso, mentre la peste emozionale urla intorno a lui se ne vanno. Nemmeno una di queste sanguisughe è presente. Cristo non li odia né li disprezza, si rende semplicemente conto della situazione e rimane in silenzio, solennemente. 

Fissa un abisso profondo e oscuro dove la mente malata dell'uomo metterà nei secoli a venire coloro che vengono torturati nell'Inferno.


Il silenzio incandescente e pacifico di Cristo in questo momento è avvertito da quanti assistono al disgustoso tumulto. La moglie di Pilato ama Cristo; lo ha visto in sogno e il suo destino la riempie di tristezza. 

Le donne lo hanno sempre amato sinceramente. Lo hanno amato di quei sentimenti che le donne felici provano per l'uomo di cui sono innamorate. Le donne sanno. 
Conoscono uomini come Cristo nel loro corpo.


Per Cristo, che è lui stesso natura, Dio e la Natura sono una sola cosa. I bambini lo sanno, dice agli amici.

Non vede i singoli alberi, le singole montagne e i singoli laghi come fanno gli altri. Vede gli alberi e i laghi e le montagne come sono, come parti integrali di un tutto, di un flusso unitario di eventi cosmici. Vede, sente, tocca con tutto il suo essere, spargendo la sua forza vitale su tutto ciò che tocca e bevendo dagli alberi, dai fiori, dalle montagne la medesima forza accresciuta di cento volte.

 Non la trattiene in sé per acquistare forza. La elargisce con abbondanza, senza mai pensare se, donando, si impoverisce.



Fonte: http://www.lameditazionecomevia.it/reich1.htm