lunedì 28 dicembre 2015

Il segreto dei denti perfetti e sani degli indigeni


Perché le popolazioni indigene 
non hanno carie ai denti?

Davvero sono gli zuccheri nella bocca a causare la carie? 
Allora come mai popolazioni indigene che hanno pezzi di carboidrati in bocca tutto il tempo dato che non si lavano i denti, non hanno quasi completamente carie?

 Il dottor Weston Price agli inizi del 900 fu uno dei pionieri della scienza dentistica e viaggiò in tutto il mondo cercando di comprendere le vere cause dei problemi dentali. 
Questo è uno di quegli articoli che ‘aprono gli occhi’. 


Avete mai sentito la frase “gli occhi sono lo specchio dell’anima”? Ebbene, alcuni dicono che i denti sono le finestre della vostra salute; personalmente, mi sono sempre stupito di quanto i denti possano essere potenti indicatori della salute.


Nel 1900, il Dr. Weston A. Price, un dentista, fece un’ampia ricerca sul legame tra salute orale e malattie fisiche. Era uno dei grandi pionieri nutrizionali di tutti i tempi, e il suo libro Nutrition and Physical Degeneration (Nutrizione e Degenerazione Fisica, ndt) è pieno di bellissime foto che documentano i denti perfetti delle tribù native che aveva visitato e che ancora mangiavano la loro alimentazione tradizionale.

Una bocca piena di carie, Price apprese, andava di pari passo con un corpo pieno di malattie o debolezza generalizzata e suscettibilità alle malattie. Ai tempi di Price, la tubercolosi era la malattia infettiva più diffusa ed egli si accorse che i bambini ne venivano maggiormente colpiti, soprattutto quelli con i denti in cattive condizioni.


La vostra dieta può essere ancora 
più importante dello spazzolino da denti.

Nella ricerca di denti e gengive sani, nulla può essere più importante la vostra dieta. Il dr. Price trovò, in media, meno dell’1 per cento di carie in tutte le popolazioni indigene che visitò!

Egli scoprì inoltre che i denti di queste persone erano perfettamente dritti e bianchi, con arcate dentarie alte e caratteristiche facciali ben formate. E c’era qualcosa di più sorprendente: nessuna delle persone che Price esaminò aveva praticato alcun tipo di igiene dentale – neppure uno dei suoi soggetti aveva mai usato uno spazzolino da denti!

Il dr. Price notò alcune analogie tra le diete dei nativi che hanno permesso al popolo di prosperare e di mantenere tale sorrisi sani. Tra di esse:

I cibi erano naturali, non lavorati, e biologici (e non contenevano alcuno zucchero tranne, occasionalmente, un po’ di miele o sciroppo d’acero).

La gente mangiava cibi che crescevano nel loro ambiente nativo. In altre parole, mangiavano cibi di stagione coltivati localmente.
Molte delle culture mangiavano prodotti lattiero-caseari non pastorizzati e tutti mangiavano cibi fermentati (kefir, yogurt, ecc).
La gente mangiava una parte significativa di cibi crudi.
Tutte le culture mangiavano prodotti di origine animale, compresi animali grassi e, spesso, burro pieno di grasso e anche interiora.


Quello a cui arrivo il Dott. Price fu che la causa della carie dipende da 3 fattori:

- Mancanza di minerali nella dieta;

- Mancanza di vitamine liposolubili (A, D, E e K) nella dieta;

- Nutrienti non immediatamente disponibili e quindi l’intestino non assorbe adeguatamente. L’acido fitico contenuto in molti vegetali (soprattutto legumi e cereali) è responsabile di questo fattore.

Una dieta scarsa di alimenti ricchi di vitamine e minerali, ricca di acido fitico, abbassa il calcio e fosforo dal’organismo che per mantenersi li preleva da ossa e denti. 

- I cibi raffinati ricchi di zucchero e sale (pane, biscotti, merendine, cracker, dolci, snack, bevande gassate, ecc..) acidificano il corpo il quale ha bisogno di prelevare minerali alcalinizzanti, e infiamma l’intestino che diventa non in grado di assimilare vitamine e minerali.

Gli indigeni non mangiano i cereali e legumi come noi bolliti, ma li fanno germogliare: in questo modo l’acido fitico scompare e le proprietà nutrizionali aumentano del 100%.

Gli zuccheri quindi causano la carie, ma non come si pensa di solito che i batteri si nutrono degli zuccheri e producono un acido che corrode i denti. I batteri infatti non trovano commestibile lo zucchero raffinato, preferiscono cibi contenenti zuccheri come latte e frutta, ma questi non sono imputati nella carie.

Cosa interessante, Price vide che, invariabilmente, ogni volta che individui o villaggi di quei popoli primitivi dai denti sani venivano contattati dall’uomo moderno industrializzato, e si adattavano alla sua “dieta moderna”, i loro bei denti si rovinavano orribilmente; la qual cosa dimostra appunto il nesso con l’alimentazione e non con la genetica.


Fontehttp://www.newspedia.it/perche-le-popolazioni-indigene-non-hanno-carie-ai-denti/

domenica 27 dicembre 2015

Come costruire una bellissima EcoCasa




Come costruire una bellissima EcoCasa 

Questo piccolo album fotografico illustra 
come costruire una piccola, ma stupenda "ecocasa", 
fatta soprattutto di legno e paglia e assemblata tra "amici". 
















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venerdì 25 dicembre 2015

Le origini pagane del Natale (ex culto solare)

Il Natale del Sole Invincibile

Il bisogno di ordinare e controllare il tempo, costruendo categorie cronologiche come i giorni, i mesi e gli anni, accomuna un po’ tutta la storia dell’essere umano.

In tutte le grandi civiltà del passato, ma anche del presente, sono stati costruiti calendari più o meno complessi con i quali regolare le attività umane, soprattutto quelle agricole e rituali. 

Strumento principale per elaborare un tale sistema temporale fu l’osservazione degli astri, e il susseguirsi delle stagioni, attività che rientrano in tutta quella serie di pratiche culturali finalizzate a dare un senso al mondo e agli eventi che in esso si manifestano, non solo dal punto di vista pratico ma anche per tutto ciò che concerne l’esperienza del sacro.

Così, tramite il “controllo” del tempo (ma anche dello spazio, con l’invenzione ad esempio dei punti cardinali), l’uomo è riuscito a stabilire simboli e rituali che gli hanno permesso di camminare nella Storia, di avere una propria identità e una collocazione nel mondo. E’ per questo che un importante astro, il Sole, è stato concepito in numerose società quale simbolo – che potremmo definire “universale” – di forza vitale, di creazione e nascita di tutte le cose, ma anche di morte quando si cela al nostro sguardo. 

Il susseguirsi di giorno e notte, di freddo e caldo – fenomeni naturali e ciclici – sono stati razionalizzati dall’uomo attraverso il riconoscimento di determinati periodi, le stagioni. Ad ogni fase di questo percorso eterno e circolare sono stati attribuite determinate qualità,  e specifici rituali con i quali mantenere il loro equilibrio e la loro ripetizione.

LE ORIGINI PAGANE DEL NATALE

Tra queste pratiche ancestrali, che poi hanno preso sempre più la forma di festività soprattutto tra gli strati popolari delle varie società, è possibile inserire la festa che oggi la cultura occidentale e cristiana identifica con il Natale, ma che ha tracce antiche e diffuse in tutto il pianeta: per la scienza e per le religioni pagane è il solstizio d’inverno, in cui la notte è la più lunga di tutto l’anno, e convenzionalmente tale evento viene fissato il 21 dicembre, ma il fenomeno celeste “di inversione apparente del moto solare” si manifesta solo dopo tre, quattro giorni da tale data. 


E’ il periodo dove il sole apparentemente si “ferma” per invertire il proprio moto e in cui è più distante dall’Equatore. 

Simbolicamente questo evento astronomico ha rappresentato il momento in cui il Sole, arrivato nel punto limite della lotta tra luce e tenebra diventa “invicto”, cioè invincibile, e riprende vigore attraverso un nuovo ”natale”, una nuova rinascita: 

Il Natale del Sole invincibile”, come a Roma veniva chiamata tale vittoria mitica del Sole che pone fine alla perenne lotta tra il bene e il male, tra la vita e la morte.

Così, se si guarda alla storia dell’essere umano si scopre che la data del 25 dicembre continua ad essere una ricorrenza ricca di simboli e significati, che hanno accumunato attraverso un filo invisibile gran parte dei miti solari conosciuti. Il natale cristiano non è un prodotto esclusivo di tale religione, ma affonda le sue radici in bagagli culturali antichi come quelli della Mesopotamia, della Persia, della Siria, dell’Egitto, di Roma, ma anche dei Celti e dell’India.

Il Natale come celebrazione insieme del Sole e della nascita, attinge a tradizioni precristiane, a cui la Chiesa ha attribuito l’appellativo di pagane, termine che proviene da “pagos”e significa villaggio


LA TRASFORMAZIONE DELLE DIVINITA' SOLARI NELL'ATTUALE NATALE


A Roma il culto del Sole è stato introdotto ufficialmente quando l’imperatore Aureliano nel 274 d.c. stabilì che il 25 dicembre sarebbe diventato il giorno del “Dies natalis Solis invicti”, e cioè “il Natale del Sole invincibile”, celebrazione fatta adottare dall’imperatore dopo la vittoria nella battaglia di Emesa nel 272 d.c., in cui l’imperatore raccontò che il Dio Sole gli aveva preannunciato la sua vittoria.

Il culto del Sole fu così definitivamente impiantato a Roma, dove l’imperatore trasferì anche la casta sacerdotale di Emesa. Le ragioni che spinsero l’Impero a tale scelta non furono solo ricollegabili ad una vittoria militare ma anche e soprattutto a scelte strategiche. 
Il culto del Sole era infatti diffuso in gran parte del territorio dell’Impero, e per questo rappresentò un importante elemento di unità culturale tra diverse realtà come quelle mediterranee (Egitto, Anatolia), arabiche ed anche celtiche, come pure greche ed italiche. Fu quindi una scelta dalle forti valenze politiche.


E' giunto il momento di vedere come il Natale sia diventato una festa cristiana. Il primo atto formale fu quello dell’Imperatore Costantino che fece coincidere il pagano solstizio d’inverno con la nascita di Cristo, trasformando la festa del Sol Invictus del 25 dicembre in festa cristiana. 


Fu poi canonizzata ufficialmente dalla Chiesa Cattolica nel 337 d.c. ad opera di Papa Giulio I, e nel 354 si menziona per la prima volta in un calendario della liturgia romana la festa del 25 dicembre cristiano. 
Nel 376 venne soppresso il culto di Mitra a Roma per ordine del prefetto. Con l’editto dell’imperatore Teodosio del 392, che diede inizio alle persecuzioni contro i riti pagani, si conclusero in tutto l’Impero le ultime celebrazioni in onore della dea Iside madre di Horus; e con i decreti dell’Imperatore Giustiniano del 536 fu chiuso l’ultimo tempio in onore di Iside in Egitto, dando via libera all’affermazione del Natale cristiano in tutto l’Impero Romano.

Prima di tale canonizzazione, durante il cristianesimo delle origini la nascita di Cristo aveva date diverse: per S. Cipriano cadeva il 28 marzo, per S. Ippolito il 23 aprile, secondo Clemente Alessandrino il 20 maggio, o il 10 gennaio, o il 6 gennaio; quest’ultima data successivamente si affermò in Oriente, e da lì venne utilizzata a Roma fino al cambiamento deciso da Costantino e poi confermato da Papa Giulio I.

Altre Chiese cristiane, come quella ortodossa, copta, armena, continuano invece a celebrarlo il 6 gennaio, dove l’Epifania rappresenta l’Annunciazione della nascita di Cristo.

Anche le Chiese della Riforma, a partire dai Calvinisti, accusarono la Chiesa di Roma di cedimento dei cristiani al paganesimo, ed è innegabile che soprattutto tra i fedeli convertititi al cristianesimo dove era già preesistente una tradizione autoctona tale festività si è a lungo mescolata con elementi delle vecchie religioni cosiddette pagane. 

I cristiani riformati quindi vedevano nel Natale cattolico un ritorno ai culti solari di Babilonia adottati poi anche dai pagani romani. 
Il Parlamento Inglese proibì l’osservazione del Natale, definendola una festa pagana, ed anche nei territori americani conquistati soprattutto dai puritani il Natale non venne festeggiato fino a tempi piuttosto recenti.

Solo durante l’800 il Natale riprese il suo posto come festa cristiana in tutta Europa e in America, arricchendosi di nuovi elementi che hanno caratterizzato il nostro modo di festeggiare il Natale come oggi lo conosciamo. L’albero di Natale, il presepe e tanti piccoli altri particolari ripresi dalla cultura popolare, hanno reso il Natale una festività ibrida, ricca di elementi esterni alla religione cristiana, ma che accomunano in questo modo fedeli con vissuti anche molto distanti tra loro.

Notando tutte queste corrispondenze mitologiche e simboliche diventa chiaro come nell’esistenza del genere umano nulla è nato dall’esperienza di una singola società, ma da simboli e bisogni universali, che hanno reso possibile il continuum storico della nostra specie. 

Proprio per questo il Natale nella modernità dovrebbe rappresentare, oltre che un indiscutibile momento di fede, anche un momento di riflessione sulla nostra identità, o meglio sulle nostre identità plurime, che spesso sono state negate da eventi e scelte soprattutto di carattere politico e sociale, che hanno imposto una visione sul mondo esclusiva e dominante.

Il contatto culturale, e gli scambi che avvengono grazie ad esso, non dovrebbero rappresentare un momento di scontro, o peggio ancora di condanna, ma di una presa di coscienza costruttiva sul nostro passato e il nostro presente, rispettosa di tutte le tradizioni.

Il Natale resta comunque una data magica, che celebra una nuova vita ricca di speranza e assicura all’uomo il necessario rigenerarsi di tutte le cose del mondo, come un fuoco che viene nuovamente ed eternamente alimentato.


Fonte e articolo completohttp://tanogabo.com/il-natale-del-sole-invincibile/

giovedì 24 dicembre 2015

La strana coincidenza degli Dei nati tutti il 25 Dicembre

Il mito del Natale nasce 
dalla radici pagane del culto solare!


La verità sul Natale – Gesù è uno dei tanti nati il 25 dicembre da una Vergine

Per i cristiani di tutto il mondo il 25 dicembre è il giorno in cui è nato Gesù. Ma non tutti sanno che la stessa data riveste la stessa importanza per moltissime altre antiche religioni di tutto il mondo.

Il 25 dicembre è la data di nascita di moltissimi dèi, quasi tutti nati da una vergine che hanno avuto una vita terrena di 33 anni con 12 discepoli e poi sono stati traditi ed uccisi e risorti dopo 3 giorni! Può sembrare incredibile ma è proprio così e questo ci fa riflettere sulle vere origini del cristianesimo e il significato simbolico di questi eventi.

Horus, in Egitto 3000 anni prima di Cristo, che nasce il 25 dicembre dalla vergine Isis-meri, la sua nascita è annunciata da una stella proveniente da est, e tre re giunsero a salutare la sua nascita. A 12 anni fu insegnante prodigio A 30’anni viene battezzato da Anup, aveva 12 discepoli che viaggiavano con lui ed eseguiva miracoli come curare i malati, camminare sull’acqua ed era conosciuto come La Luca, Il figlio di Dio, L’agnello di Dio, Buon pastore etc etc, tradito da Typhon fu crocifisso e sepolto per tre gioni, poi resuscitò. 



In aggiunta, scritte circa 3.500 anni fa, sui muri del Tempio a Luxor ci sono immagini dell’Annunciazione, Immacolata Concezione, Nascita ed Adorazione di Horus, con Thoth che annuncia alla Vergine Iside che lei concepirà Horus; con Kneph, lo “Spirito Santo” che impregna la vergine; e con l’infante e la presenza di tre re, o magi, che portavano doni.

Virishna nel Medio Oriente, 1200 anni prima di Cristo, nacque da madre vergine per immacolata concezione: quando nacque il tiranno di allora fece uccidere tutti i bambini suoi coetanei; Angeli e pastori presenziarono alla sua nascita in una grotta; compi’ miracoli come la trasformazione dell’acqua nel vino e resuscito’ i morti; fu crocifisso alla fine in mezzo a due ladroni e resuscitò dopo tre giorni.

Attis di Frigia 1200 aC, nato dalla vergine Nana il 25 dicembre, crocifisso e morte per 3 giorni e poi resuscitato.





Krishna, in India 900 aC, 
nato dalla vergine Devaki,
 con una stella premonitrice dall’est., compiva miracoli 
con i suoi discepoli e dopo la sua morte fu resuscitato.




Dionysus, in Grecia 500 aC, nato il 25 dicembre da una vergine, fu insegnante itinerante ,c ompiva miracoli come tramutare l’acqua in vino. Era chiamato Re dei Re , Figlio Unigenito di Dio, L’alpha e L’omega. Dopo la sua morte fu resuscitato.


Mithra, in Persia 1200 aC, nato da una vergine il 25 dicembre, aveva 12 discepoli e compiva miracoli, e alla sua morte fu sepolto e resuscito’ dopo 3 giorni. 

Il giorno sacro dedicato a Mithra era la Domenica.

Ci sono quindi tanti salvatori nati il 25 dicembre, per lo più da una vergine, che hanno effettuato miracoli, sono morti su croci/alberi/oggetti fatti di legno, poi sono risorti, e presentano tra loro delle somiglianze impressionanti. 


La domanda sorge spontanea: perché queste caratteristiche?

Ecco molti altri sono i profeti nati il 25 dicembre con una storia simile:

- Tammuz in Mesopotamia;

- Quetzalcoat e Huitzilopochtli in Messico;

- Bacab nello Yucatan;

- Alcide, Apollo, Ercole, Zeus in Grecia,

- Marduk, Adad in Assiria,

- Zulis, Osiride e Iside in Egitto,

- Adone in Siria;

- Odino, Balder e Frey in Scandinavia,

- Bali in Afghanistan,

- Baar in Fenicia,

- Jao in Nepal,

- Xamolxis in Tracia,

- Zoar tra i Bonzi,

- Beddru in Giappone,

- Issione e Quirino a Roma,

- Prometeo nel Caucaso,

- Indra in Tibet,

- Thammuz in Siria,

- Atis in Frigia,

- Deva Tat in Siam,

- Thor in Gallia,

- Ischy nel’Isola di Formosa,

- Fohi e Tien in Cina.

LA SPIEGAZIONE DEI PROFETI 
CHE HANNO LA STESSA VITA

La spiegazione per tutto questo può essere descritta in modo duplice ma è unica.

1) La prima spiegazione è che la nostra umanità attuale è l’erede di un’altra civiltà che è vissuta in un era precedente di cui abbiamo ripreso il culto della religione originaria. 

Il fatto che siano esistite civiltà evolute e poi qualcosa (una guerra o un cataclisma) ha fatto ritornare l’uomo alla preistoria, è molto accreditata ed in effetti ad esempio in India c’è la città di Mohenjo-Daro in cui gli scienziati hanno trovato le stesse condizioni di radioattività e fusione prodotte da un’esplosione nucleare, il tutto risalente ad almeno 7500 anni fa. Questa teoria trova riscontro anche nei numerosi OOPARTS che vengono scoperti sempre di più, ovvero oggetti che risalgono a migliaia di anni fa ma sono troppo evoluti e sofisticati per appartenere alla preistoria.

2) La seconda spiegazione è molto pragmatica e si basa sull’effettivo movimento degli astri ed è quella che gli studiosi ed archeologi chiamano l’antico culto del sole. 

Il 25 dicembre segna l’effettiva nascita del sole dopo la morte avvenuta con il solstizio del 21. La “stella d’oriente” che da il messaggio della venuta del Dio, non è altro che Sirio, la stella più luminosa del cielo notturno. Il 24 dicembre di ogni anno, Sirio – com’era già noto nei tempi antichi – si allinea con le tre stelle più brillanti della cintura di Orione. 

Queste ultime tre stelle vengono chiamate, oggi come nell’antichità, “I tre Re”. 

La linea retta descritta idealmente da queste 4 stelle (Sirio più “i tre Re” allineati) indica esattamente il punto dell’orizzonte dove il sole sorgerà il 25 dicembre. Ecco da dove viene l’allegoria della stella che, insieme ai tre re che la “seguono”, indica il punto dove il sole (cioè la divinità del Sole) nascerà. 

Il sole quindi cresce e raggiunge il suo apice con l’equinozio di primavera e quindi la Pasqua, momento in cui il Sole entra nel segno dell’ariete e del montone, ecco il perché dell’agnello sacrificale presente in tutte le religioni: le ore di luce sconfiggono “per sempre” le tenebre, ed ecco che la rinascita si compie e inizia nuovamente un nuovo “ciclo di vita sulla Terra”. 

Il 22 dicembre la “morte” del Sole si realizza completamente quando cioè raggiunge il punto più basso nel cielo. La cosa particolare è questa: dal punto di vista visivo, il Sole smette di muoversi verso sud per 3 giorni. Durante questo periodo, il Sole rimane in prossimità della Croce del Sud (la costellazione di Crux), e dopo questo periodo di tre giorni, il Sole ricomincia a muoversi questa volta verso nord facendo presagire giorni più lunghi, più calore e primavera. 

Il Sole è morto sulla croce, morì per 3 giorni per poi risorgere e nascere di nuovo: da qui l’idea di crocifissione, morte per 3 giorni e resurrezione che è comune a tante divinità del Sole come Gesù. Gli Apostoli sono le 12 costellazioni dello Zodiaco, assieme ai quali Gesù, essendo il Sole, viaggia. La madre vergine del Dio Sole e’ un tema anch’esso popolare in tutte le religioni dell’antichità: secondo il “mito solare”, infatti, il Sole nacque sotto la costellazione della Vergine; dato che gli antichi inspiegabilmente conoscevano a menadito il sistema solare meglio di noi oggi, tutti i profeti solari sono nati da altrettante vergini. 

L’oro, l’incenso e la mirra, infine, erano i doni che gli antichi facevano al sole poco dopo la sua rinascita, in quanto con la sua nuova “luce” avrebbe promesso grano, raccolti e cibo nuovamente a sufficienza.

Molto probabilmente non sapevi tutto questo, ed è molto affascinante scoprirlo e cercare di dare una spiegazione razionale e logica a tutto. Secondo me una ricerca concreta e fruttuosa su questo può iniziare solo se ti metti nella prospettiva che forse non sappiamo davvero cosa è successo in passato, non sappiamo quanto erano evoluti, quali conoscenze avanzate avessero e quanto profondamente erano in contatto con tutto l’universo.




Fontehttp://www.dionidream.com/verita-profeti-divinita-25-dicembre/