sabato 21 gennaio 2017

Coincidenza vuole che il Gasdotto debba passare proprio sulla faglia sismica di Amatrice...

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L’Aquila. “Su Il Fatto Quotidiano del 15 novembre compare un articolo in prima pagina con un titolo abbastanza eloquente: “Snam, ecco il mega-gasdotto sulla faglia sismica di Amatrice & C” e pubblica una cartina in cui si evidenzia che il grande tubo della Snam verrebbe posizionato proprio lungo le aree con maggiore criticità: “sovrapponete le mappe, quelle del massimo rischio sismico dell’Italia centrale e quella del futuro gasdotto Rete Adriatica, coincidono perfettamente”. 


Così in una nota il deputato Gianni Melilla che a riguardo chiede di interpellare i Ministri dell’ambiente e dello sviluppo economico. 


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“Un articolo dello stesso tenore era comparso, a firma di Gian Antonio Stella, sul magazine “Sette” del Corriere della Sera del 2 settembre scorso. 

Il nuovo gasdotto, non ancora realizzato, denominato “Rete Adriatica” (il progetto è del 2011) è un colosso di 687 km che attraversa dieci regioni: da Massafra (Puglia) – dove arriva la Trans Adriatic Pipeline (TAP) – a Minerbio (Emilia); un’opera che dovrebbe fare dell’Italia uno degli hub del gas (l’investimento complessivo di SNAM per la rete di trasporto è di 3,8 miliardi di euro fino al 2020).


L’opera è divisa in cinque tronconi: il primo, Massafra-Biccari, è già in esercizio; il secondo, Biccari-Campochiaro, è in fase di costruzione; per il Sulmona-Foligno il procedimento è in corso come pure per il Foligno-Sestino; mentre per il Sestino-Minerbio il procedimento si è chiuso e il decreto di autorizzazione è in fase di emissione; ma il tratto più delicato è a metà strada, nel tratto di Italia colpita dai terremoti, e non sarebbe problematico solo il gasdotto, infatti intorno alla linea è prevista la realizzazione di centrali di stoccaggio (una quindicina) e di una centrale di compressione a Sulmona, cioè di un impianto per dare la spinta al gas, proprio vicino a una faglia silente, inoltre la condotta passerebbe nella zona altamente sismica del monte Morrone incrociando anche fiumi e torrenti, come ha spiegato nello stesso articolo il presidente del WWF Abruzzo Augusto De Sanctis.


Immagine correlataIl ‘Gruppo di intervento giuridico’, un’associazione ecologista, ha contestato la procedura che ha portato all’approvazione del progetto, infatti la SNAM ha chiesto una Valutazione di impatto ambientale divisa in cinque parti, una per lotto, mentre invece sarebbe servita una valutazione complessiva; secondo Stefano Deliperi, presidente del Gruppo di intervento giuridico, “la strada seguita da SNAM Rete Gas SpA, sino ad ora, sembra essere il tentativo di evitare la Valutazione ambientale strategica e la Valutazione di impatto ambientale unica, in palese violazione delle disposizioni comunitarie e nazionali”. 

Nello stesso articolo si richiama anche la risoluzione votata all’unanimità nel 2011 dalla commissione Ambiente della Camera, con cui si impegnava il Governo a “disporre la modifica del tracciato” escludendo comunque la fascia appenninica propria a causa dell’ “elevato pericolo per la sicurezza dei cittadini dovuto al rischio sismico”, una risoluzione purtroppo profetica, alla luce di tutto ciò che è successo nell’Appennino centrale dal 24 agosto scorso ad oggi, ma completamente ignorata dai Governi che nel frattempo si sono succeduti. 

I ‘Comitati cittadini per l’Ambiente’ di Sulmona hanno fatto sapere, con un proprio comunicato stampa, di aver chiesto, nel corso di un convegno tenutosi a Sulmona l’11 novembre scorso, al Ministro Graziano Delrio rassicurazioni in merito, ma il Ministro si è limitato a declinare ogni responsabilità poiché tale opera è di competenza del ministero dello sviluppo economico. 


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In Italia SNAM può contare su 32.500 km di condutture, di cui 1000 in Abruzzo; secondo il Fatto quotidiano, fonti qualificate vicino al Governo fanno notare che “i tre quinti dell’opera sono già avviati, ma ogni tratto è indipendente dall’altro, se anche dovessero saltare i 170 km da Sulmona a Foligno il gasdotto potrebbe funzionare, utilizzando la rete già esistente” se non ritengano, in applicazione della risoluzione votata nel 2011 dalla Commissione ambiente della Camera dei deputati e alla luce dei gravi eventi sismici degli ultimi mesi, di dover intervenire per la modifica del tracciato previsto per il gasdotto denominato “Rete Adriatica” nel tratto previsto da Sulmona a Foligno.

Fonte: http://terrarealtime.blogspot.it/2016/12/attenzione-catastrofe-annunciata.html?m=1

Una vecchia leggenda indù racconta che vi fu un tempo in cui tutti gli uomini erano Dei.

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Una vecchia leggenda indù racconta che vi fu un tempo in cui tutti gli uomini erano Dei. 


Essi però abusarono talmente della loro divinità, che Brahma - signore degli dei - decise di privarli del potere divino e di nasconderlo in un posto dove fosse impossibile trovarlo. 




Il grande problema fu quello di trovare un nascondiglio.
Quando gli dei minori furono riuniti a consiglio per risolver questo dilemma, essi proposero: “Seppelliamo la divinità dell’uomo nella Terra”. 


E Brahma tuttavia rispose:No, non basta. Perché l’uomo scaverà e la troverà”. 


Gli dei, allora, replicarono: “In tal caso, gettiamo la divinità nel più profondo degli Oceani”. 


E di nuovo Brahma rispose:No, perché prima o poi l’uomo esplorerà le cavità di tutti gli Oceani, e sicuramente un giorno la ritroverà e la riporterà in superficie”. 


Gli dei minori conclusero allora: “Non sappiamo dove nasconderla, perché non sembra esistere - sulla terra o in mare - luogo alcuno che l’uomo non possa una volta raggiungere”.


E fu così che Brahma disse:Ecco ciò che faremo della divinità dell’uomo: la nasconderemo nel suo più profondo e segreto, perché è il solo posto dove non gli verrà mai in mente di cercarla”.


A partire da quel tempo, conclude la leggenda, l’uomo ha compiuto il periplo della terra, ha esplorato, scalato montagne, scavato la terra e si è immerso nei mari alla ricerca di qualcosa che si trova dentro di lui”.


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venerdì 20 gennaio 2017

DISASTRI INNATURALI: Terremoti e trivellazioni, antenne H.A.A.R.P e "clima impazzito"

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Articolo di Gianni Lannes:

A memoria umana non si rammenta la combinazione di una tempesta di neve, l’esondazione del fiume Pescara, nonché terremoti in sequenza ravvicinata con ipocentro standardizzato a 10 chilometri. 


Secondo Carlo Meletti dell'INGV, questa successione sismica così incalzante è un'anomalia. A stupire i sismologi dell’Istituto nazionale di geofisica e vulcanologia sono le modalità in cui si sono susseguiti i 4 terremoti di magnitudo superiore al grado 5 nell’arco di appena 3 ore. 


Non si è mai osservata una serie di terremoti succedersi con queste caratteristiche. «E’ un fenomeno nuovo nella storia recente per le modalità con le quali si manifestano» ha dichiarato il sismologo Alessandro Amato dell’INGV.  


Esperimento riuscito o fallito? 


Sfruttare la sismicità naturale come paravento? 


Comunque la guerra ambientale in atto - vietata sulla carta dalla convenzione Enmod dell'ONU - è un argomento tabù nell'Italietta a sovranità azzerata, mentre la speculazione delle trivelle petrolifere sconquassa la nostra terra e i nostri mari, con il beneplacito delle autorità tricolori. 


Emergenza infinita: cause naturali o antropiche? 

Attenzione: anche un interrogativo è pura eresia nella stagione del disamore per la vita.






Articolo di Tankerenemy.com:


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Quali sono le reali cause del gelo che ha stretto l’Italia ed altri stati europei nella sua morsa? 

Per quale motivo i media di regime hanno ripetuto il solito mantra delle correnti fredde provenienti dalla Siberia? Le copiose nevicate, il freddo glaciale, le bufere che hanno sferzato molte regioni della penisola trovano una loro spiegazione nello spostamento della jet stream polare. 


Già nel 2001 i fisici e matematici tedeschi Grazyna Fosar e Franz Bludorf constatarono che la corrente a getto si era dislocata. Il cambiamento fu rilevato per la prima volta nel 1993 dallo U.S. national weather service. 


Risultati immagini per H.A.A.R.PScrivono i due scienziati germanici: “Da tempo è noto che la corrente a getto non è solo un ‘corridoio’ di vento, ma che è anche dotata di proprietà elettromagnetiche. 

Funge da enorme antenna retrattile, lungo la quale si propagano impulsi atmosferici elettrodinamici, come le onde di risonanza Schumann; inoltre viene usata anche per l’impiego delle energie atmosferiche, con H.A.A.R.P. [...] 




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Si ritiene che la causa della deviazione sia il surriscaldamento complessivo della Terra (surriscaldamento dovuto agli apparati H.A.A.R.P., cfr infra). Nel frattempo si è rilevato che la jet stream in certi periodi ha cominciato ad attraversare anche la Germania, fatto che probabilmente ha rivestito un ruolo nelle frequenti e gravi inondazioni degli ultimi anni”. 


Il Dottor Broocks Ednew conduce un’analisi molto simile: secondo il ricercatore, sono i riscaldatori ionosferici all’origine dello smembramento e conseguente biforcazione delle jet streams. Leggiamo che cosa osserva Ednew. 


"H.A.A.R.P. viene sfruttato per le mutazioni atmosferiche. 
Risultati immagini per H.A.A.R.PI rapporti del'esercito lo dimostrano, il Pentagono lo ammette nei documenti ufficiali, eppure smentisce il suo reale utilizzo all'opinione pubblica".

Il Dottor Ednew studia i raggi E.L.F. da oltre trent'anni ed è convinto che gli effetti di H.A.A.R.P. sulla ionosfera influiscano sui cambiamenti climatici.

Broocks Ednew: "H.A.A.R.P. non influisce sulle correnti a getto direttamente, ma in modo indiretto. Se la ionosfera si espande nello spazio, la stratosfera sottostante ad essa deve modificarsi per colmare quel vuoto e modificandosi devia il corso delle correnti a getto di migliaia di chilometri, alterando gli spostamenti dell'acqua nell'atmosfera".


H.A.A.R.P. è solo uno dei numerosi trasmettitori di onde E.L.F. installati in tutto il mondo. Solo gli Stati Uniti ne contano tre: uno a Gakona ed uno vicino a Fairbanks, in Alaska ed un altro ad Arecibo, in Puerto Rico. La Russia ne ha installato uno a Vasir Surks, nei pressi di Nižni Novgorod e l'Unione Europea nei dintorni di Tromso, in Norvegia. 




Sfruttando un'azione congiunta questi trasmettitori sono potenzialmente in grado di alterare il clima di qualunque area del pianeta, modificando radicalmente la traiettoria delle correnti a getto ed innescando temporali catastrofici o tremende siccità.



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Il governo statunitense è fermo sulle sue posizioni e ribadisce che H.A.A.R.P. è semplicemente una struttura per la ricerca meteorologica, ma è forse un caso che dalla sua attivazione gli esperti abbiano registrato bizzare anomalie climatiche, tra cui massicce inondazioni, uragani e terremoti?” 

Quale vantaggio hanno tratto i globalizzatori dall’ondata di gelo che si è abbattuta su alcuni paesi d’Europa: raffreddando l’area mediterranei, si è aumentata la temperatura della regione artica dove normalmente serpeggiava la corrente a getto, prima che venisse manipolata. 



Lo scioglimento della banchisa polare si è così accelerato, liberando dai ghiacci vaste aree sotto le quali sono ubicati ricchi giacimenti di gas naturale e di petrolio... 


Si mostrano poi le immagini di mastondici iceberg che si staccano dal pack, di orsi intrappolati su piccoli blocchi di ghiaccio, circondati dall’acqua del disgelo, per inculcare il convincimento del cosiddetto effetto serra provocato dal biossido di carbonio. 

Così al danno si aggiunge la solita menzogna. 



Fonti: http://www.tankerenemy.com/2012/02/una-corrente-di-gelo.html#.WIE8YlPhC1s

2: http://sulatestagiannilannes.blogspot.it/2017/01/italia-il-finimondo.html


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