lunedì 25 settembre 2017

ADDIO MUTUI e DEBITI: "Ho costruito casa con 180 euro"


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Mutui, affitti, prestiti, conti in banca prosciugati..il tutto per cosa? 

Avere un tetto sopra le spalle, un posto dove dormire tranquillamente. Si sa che per avere una Casa propria ci vogliono Sacrificio e Denaro…tanto Denaro!

Michael Buck, un inglese di 59 anni, non è della stessa opinione ed ha dimostrato che per costruire una Casa non c’è bisogno di avere tanti soldi o indebitarsi fino al collo con banche o altro. 
Quest’uomo è riuscito a costruire una casa soltanto con 150 sterline, più o meno 180 euro.

Vi starete chiedendo: ma come ha fatto a costruire un’intera casa con così pochi spiccioli? Avrà rubato? Sarà il solito parente di un politico italiano?

Il signor Buck è un ex insegnante d’arte, ha così sfruttato la sua originalità e creatività utilizzando soltanto materiale trovato nei cassonetti e prodotti donati da Madre Natura senza alcun costo. Per riuscire nel progetto l’uomo ha utilizzato una tecnica di costruzione molto antica, ormai quasi dimenticata.

La Cob House (che tradotto letteralmente vuol dire “casa pannocchia”, è in realtà un termine usato in Inghilterra per le case costruite con materiali naturali) si trova nel giardino del signor Buck in una campagna dell’Oxfordshire ed è già stata affittata. L’attuale inquilino è un operaio di una fattoria li vicino e paga l’affitto con il latte.





La casa in fase di costruzione, possiamo vedere come cresce in sintonia con l’ambiente che lo circonda, al contrario dei tanti palazzoni di cemento a cui siamo abituati.


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Tutti i materiali provengono dalla zona e sono tutti BIODEGRADABILI tranne il vetro.

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Con una manutenzione corretta e costante la Cob House potrebbe durare per sempre, al contrario se fosse abbandonata verrebbe presto inghiottita dalla Natura.

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Sui muri sono scritti i nomi di tutti coloro che hanno contribuito alla realizzazione di questa straordinaria Casa, come quelli delle tre mucche Crystal, Mist e Marigold…grazie al loro sterco sono state fatte le pareti.

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domenica 24 settembre 2017

In Italia 1000 morti la settimana a causa dell'obesità!

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“L’obesità è una malattia. Curabile.” Ecco il titolo della Position Paper presentata dall’Università degli Studi di Milano in collaborazione col Centro Studio e Ricerca sull’Obesità (CRSO) al Ministero della Salute. Una relazione che offre uno spaccato della nostra società italiana che può tranquillamente essere una cartina tornasole per la situazione mondiale. Intanto un dato. In Italia muoiono 57 mila persone all’anno per cause riconducibili all’obesità: mille a settimana, 150 al giorno, una ogni 10 minuti.

Ma che cos’è l’obesità? Al contrario di quanto percepito dall’opinione pubblica l’obesità è una vera e propria malattia, riconosciuta come tale dall’OMS (Organismo Mondiale della Sanità) che già dal 1997 la descriveva come una epidemia globale destinata ad aumentare esponenzialmente.

In Italia questo problema viene relegato alla sfera puramente estetica. Il primo passo suggerito dal curatore Michele Carruba è quello di aggiungere all’elenco LEA (Livelli Essenziali di Assistenza coperti dal Servizio Sanitario Nazionale) questa patologia. In altri Paesi europei come il Regno Unito e la Francia hanno saputo riconoscere il problema e messo in atto una serie di iniziative volte sia alla risoluzione dei casi esistenti, sia alla ben più importante (e meno costosa) prevenzione. Prevenzione che viene caldamente consigliata anche in Italia inserendo un’ora a settimana di educazione alimentare a partire dalla scuola primaria.obesity-global-epidemic-fb


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Dal punto di vista medico l’obesità è un accumulo adiposo, solitamente in zona addominale, che se non curato porta l’individuo ad una infiammazione cronica che a sua volta può sfociare nello sviluppo di malattie cardiovascolari, diabete, alcune forme di cancro, patologie polmonari, cataratta, pancreatiti, malattie del fegato, patologie renali, osteoartriti, infertilità e disfunzione erettile, depressione. L’inizio è quasi sempre dovuto a uno squilibrio tra calorie assunte e spesa energetica che porta un normotipo da sovrappeso a obeso. Una certa incidenza la fanno anche le predisposizioni genetiche.

L’incidenza maggiore si ha tra i 45 e i 65 anni: importante quindi fare prevenzione anche con gli adulti, ad esempio rendendo obbligatoria la misurazione del girovita ai controlli dal medico di base, come anche ostacolare ambienti obesogeni, incentivando le attività sportive e promuovendo stili di vita salutari e attivi.




L’obesità ha un riscontro importante anche dal punto di vista di impatto economico. 



Che sia diretto, ovvero le spese mediche di controllo e diagnosi di tutte le malattie associate all’essere obesi, o indiretto, quelle dovute alla perdita di produttività in ambito sociale e lavorativo in seguito all’insorgere delle patologie, si è calcolato che in media la differenza di costo tra un normo peso e un obeso è di 500 euro all’anno. 

Una soluzione interessante è quella della chirurgia bariatrica, come propone Luigi Piazza, presidente della Società Italiana di Chirurgia dell’Obesità e della Malattie Metaboliche. Certo, non può e non deve essere applicata alla massa, ma rimane sicuramente una buona alternativa alla sola dieta. Così come la creazione di team multidisciplinari che possano affrontare la patologia sotto tutti i suoi molteplici aspetti.

Una cosa è certa: in Italia la metà della popolazione è sovrappeso o obesa. 

Un dato di fatto, ma che è possibile contrastare ed è assurdo che alla soglia del 2017 ci sia una mortalità  tanto alta per una malattia curabile e prevedibile.


http://www.dolcevitaonline.it/un-morto-ogni-10-minuti-per-il-troppo-cibo/

Silvano Agosti scrive a Beppe Grillo: "Bastano due ore di lavoro al giorno per vivere felici."

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Mi giungono numerose mail che richiedono un mio parere su ciò che sta accadendo al Movimento 5 stelle che sembra stia abbandonando una sana cultura rivoluzionaria di libertà per adottare una evidente caratteristica riformista o addirittura “entrista”

Riformista significa che non lotta più per costruire una società basata su una reale distribuzione dei beni e desiderosa di procurare dignità a enormi masse di persone obbligare, per mangiare e avere un’abitazione ad accettare l’ergastolo del lavoro, addirittura cercandolo con passione invece di esigere dallo Stato e dal governo che impiegando il 10% delle spese militari tutti possano avere accesso gratuito a cibo e casa semplicemente lasciando tutto com’è da sempre ma invece di pagare l’affitto viene dato un proprio codice e poi lo Stato paga. 
Uguale al supermercato. 

Fatta la spesa si offre alla cassa invece del denaro il proprio codice e lo Stato paga. Il tutto viene effettuato dalla Sanità. 





Perché avere casa e cibo gratuito sono la migliore cura preventiva per qualsiasi disagio o malattia. 




Per questo è legittimo lottare e non per far riformare una costituzione che non è mai stata applicata o perché venga costruito uno stadio più grande o magari per continuare ad avere il vergognoso obolo di 80 euro al mese.

In cambio ogni cittadino offre due ore del proprio tempo per qualsiasi lavoro e finalmente diventa libero di vivere per almeno 22 ore al giorno.


Risultati immagini per silvano agosti lavoroPrima di ottenere questo è meglio che Grillo si scordi di andare al governo. Vediamo se ce la fa a non scordarsi almeno questo suggerimento.

Lo dico perché mi dice sempre da ormai due anni che viene a trovarmi al cinema Azzurro Scipioni, poi si scorda e non viene.
Ecco perché ho deciso di scrivere la decima e forse ultima lettera a Beppe Grillo che, per ragioni di rispetto alla privacy ho come sempre Definito ” strettamente personale e riservata.”

Un abbraccio a tutti, donne e uomini, buoni e cattivi, grandi e piccoli, belli e brutti, geniali o limitati.

Silvano






DECIMA LETTERA A BEPPE GRILLO
21 settembre 2017


Caro Beppe?

Ti scrivo in questo periodo stanco e smarrito, tipico delle fasi pre-elettorali.

Mi hai chiesto di darti qualche indicazione.
Non sono certo che ciò sia possibile, ma se lo è, la sola indicazione che mi sento di dare a un Movimento è quella di non fermarsi mai, per nessuna ragione, neppure se fermarsi viene giustificato come il solo modo per salvare il mondo.


Questo straordinario mondo del resto non chiede tanto di essere salvato, ma ciò che da sempre sogna è di essere: rispettato. 
Gli apparati ufficiali, tutti più uno, non hanno nessun interesse a rispettarlo e anzi, sono concepiti e realizzati per umiliarlo, ricattarlo, ferirlo, inquinarlo, svenderlo, massacrarlo etc.


Calcola che il mio farmacista mi ha confidato che, in ossequio ai petrolieri, ogni giorno il monossido di carbonio delle macchine avvia l’uccisione di 1200 persone solo a Roma, che moriranno di cancro tra una diecina d’anni col merito di aver rinforzato le finanze delle grandi case farmaceutiche.


Ti offro fin d’ora questa riflessione. 
Se le cinque stelle escono dal firmamento della libertà e del Movimento rimarranno cinque patetici piccoli lumi tremolanti, persi nella sfibrante oscurità del Potere.


Progettare di portare il movimento a gestire direttamente un governo di questo Paese significa volerle addirittura spegnere queste benedette cinque stelle.


Ma il suggerimento che ti offro è il seguente:
Vinci pure le elezioni, vincile magari con il massimo dei voti, ma cedi a qualsiasi altro partito la possibilità di formare un governo, a patto che il movimento rimanga all’opposizione.


Credo proprio che appartenga alla cultura originaria di questo movimento l’idea di governare dall’opposizione.


Quando il governo in carica accetta e fa sue le proposte dei Cinquestelle voi, come maggioranza le fate passare, altrimenti no. Pensa che meraviglioso gioco.


Sarebbe bello se in una fase di transizione, oltre a governare il Paese dall’opposizione, il Movimento si adoperasse per far sì che in ogni lavoro o attività, l’orario giornaliero non superi più di due massimo tre ore al giorno.


Forse invece di un reddito dato a fondo perduto i disoccupati, che ormai sono una maggioranza, potrebbero ricevere uno stipendio pari al cosiddetto reddito di cittadinanza, 



contribuendo a far sì che ognuno lavori invece che otto ore, al massimo due ore al giorno.



La libertà è la sola energia capace di rinnovare qualsiasi destino.
Lavorando poco e avendo cibo e casa garantiti gli esseri umani potrebbero finalmente prodursi nel grande gioco della creatività.
Pensaci.


Poi, dopo qualche tempo di governo dall’opposizione, potresti iniziare davvero a cambiare, come è desiderio di quasi tutti, questo Paese avendo idee e progetti più chiari su come affrontare l’impossibile, cioè trasformare final-mente questa finta democrazia in uno Stato autogestito e credibile.


Silvano Agosti